Si è svolto giovedì 30 aprile, alla presenza di un pubblico sempre più interessato e partecipe che interviene frequentemente con domande e osservazioni, l’ottavo incontro del ciclo di appuntamenti  dal titolo “Si chiamerà Futura”. L’iniziativa è promossa dalla Fnp Cisl Salerno, ideata dal Coordinamento Politiche di Genere, guidato da Rosa Maria Vitola, e curata da Roberto Lombardi.

In una ricognizione sul mondo e sulla condizione femminile, non poteva certo mancare un’analisi della figura materna. Guidati dagli psicologi e psicoterapeuti Giulia Marchetti e Catello Parmentola, abbiamo inquadrato una figura così centrale nella crescita e nello sviluppo di ogni individuo, riconoscendone potenza e limiti.

Italiani mammoni e mamme mediterranee percorse da una ventata sentimentale che le fa restare mamme vita naturaldurante. In una estrema sintesi potremmo dire che i tanti problemi che il maschio italiano si porta dietro nei suoi rapporti successivi, sentimentalei, da adulto, ruotano intorno alla differenza fra madre e mamma. Mamma è la donna che assume su di sé, a vita, il ruolo di genitrice e costringe i figli a restare tali anche superati gli “anta”, mentre madre è colei che, assolto con intelligenza al proprio ruolo, torna a essere persone nella propria vita che è rimasta aperta a vecchie istanze e nuove sollecitazioni.

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